212018Nov
Fra la voglia di vincere e la forza del gruppo – INTERVISTA A CLARA MASSARIA E CHIARA DI PEDE

Fra la voglia di vincere e la forza del gruppo – INTERVISTA A CLARA MASSARIA E CHIARA DI PEDE

Clara Massaria e Chiara Di Pede sono atlete della storica Società Canottieri Arno di Pisa, allenate da Nicola Iannucci. Hanno vinto insieme il titolo italiano junior nel 2 senza, mentre ai mondiali junior a Racice hanno ottenuto un oro nel 4 con (Clara) ed un argento nel 4 senza (Chiara). Intervisto le due ragazze proprio nella palestra della sede, dove hanno appena terminato gli allenamenti.


 Atlete ma anche studentesse, quale scuola frequentate e come riuscite a portare avanti studio ed allenamenti? In Italia, sappiamo quanto culturalmente si faccia fatica ad avere una visione che unisca sport e studio, evitando contrapposizioni.

CLARA: frequento l’indirizzo di Scienze Applicate al Liceo Scientifico Buonarroti. La gestione fra scuola e allenamenti è facilitata da un progetto che cerca di venire incontro agli studenti-atleti, ho la possibilità di avere interrogazioni programmate e le assenze per motivi sportivi non vengono conteggiati.

CHIARA: frequento l’indirizzo linguistico dello stesso liceo di Clara; cerco di essere molto attenta a scuola, finalizzando al meglio il tempo a disposizione che ho. Purtroppo nel mio caso non ho avuto la fortuna di fruire del progetto, poiché la sua applicazione è a discrezione degli insegnanti e non tutti sono così disponibili.

Quando avete iniziato e quali sono stati i vostri primi obiettivi?

CLARA: prima facevo pattinaggio, ma non avevo più passione. Conoscendo l’istruttore del CAS (Centro Avviamento Sportivo), Yuri, ho provato e mi sono trovata molto bene, sia per il gruppo dei ragazzi, tutti molto simpatici, sia per gli istruttori molto bravi. Il divertirmi e la mia forte voglia di vincere mi hanno spinto a continuare, avevo 12 anni.

CHIARA: dopo 7 anni di nuoto, sono passata al canottaggio a 16 anni, ma nella sezione club (non agonistica). Il gruppo agonistico mi attirava perché lo vedevo molto unito e quando mi hanno chiamato sono andata molto volentieri, anche se all’inizio temevo un po’ la situazione gare nazionali.

Qual è il sogno della vostra carriera sportiva?

CLARA: Partecipare ai mondiali, ora che li ho vinti vorrei ripetere il risultato. Nel futuro vorrei andare in un college in America, con la borsa di studio per atlete, come ha fatto un’altra ragazza che si allenava qui (Gaia Nencini).

CHIARA: vincere le olimpiadi in 4 senza.

La stagione invernale è molto lunga, gli allenamenti spesso, oltre che faticosi, sono svolti in acqua anche con temperature molto rigide.  Avete mai vissuto cali motivazionali? Come li avete superati?

CLARA: Ciò che ti spinge ad andare avanti sono i tuoi obiettivi, in più i risultati raggiunti mi hanno dato la sicurezza delle mie capacità. Non vorrei mai buttare all’aria tutto il percorso svolto fin ora. D’estate abbiamo le gare e questo è un forte stimolo, l’inverno, privo di competizioni, può diventare pesante ma il focus sugli obiettivi tiene alta la mia motivazione.

CHIARA: in inverno capita, penso alle rinunce che faccio (gite scolastiche, serate in discoteca, domeniche mattina a dormire) ma anche a tutto ciò che ho raggiunto, sia come risultati sportivi che come esperienze di vita. Non cambierei la mia vita con quella di una mia coetanea.

Quali sono i punti di forza che vi hanno permesso di raggiungere i risultati ai Mondiali di Racice?

CLARA: sono molto competitiva e determinata, inoltre in inverno mi sono allenta in 2 senza con Chiara e questo mi ha molto motivata durante i mesi freddi. Il canottaggio è uno sport mentale, se la mente è allenata riesci a dare molto di più. Negli ultimi 200 mt il fisico non ce la fa più, è la mente che porta avanti e trova risorse che pensavi di non avere.

CHIARA: le bimbe della squadra della Canottieri sono state fondamentali, la forza del gruppo mi aiuta ad allenarmi e trovare energie anche nei momenti più difficili. Come mentalità prima non ero competitiva, mi dispiaceva vincere su un’amica, ora sono molto grintosa e questo mi aiuta anche fuori dalla barca.

Avete avuto prestazioni inferiori alle aspettative a causa di un aspetto mentale?

CLARA: lo scorso anno andavo in gara troppo ansiosa, questo mi limitava; ora riesco a trasformarla in adrenalina, senza sentirla come una minaccia.

CHIARA: durante lo scorso meeting dovevamo partecipare in 2 senza ed avevamo molte aspettative, ma Clara aveva la febbre ed io ho somatizzato la mia ansia con un mal di pancia. La batteria andò male ma, per fortuna, riuscii a ritornare in equilibrio per la finale, che andò molto bene.

Quanto è importante la sintonia in un equipaggio di una barca?

CLARA: moltissimo, io ho sempre avuto fortuna ma ho visto equipaggi dove non c’era chiarezza, non comunicavano molto bene, alcune ragazze se la prendevano sul piano personale e questi dissapori si riflettevano sulla sintonia in barca.

CHIARA: se non c’è feeling si fa fatica a confrontarci sulle sensazioni percepite, aspetto invece importante per capire dove migliorare. Equipaggio e barca devono esse un tutt’uno per rendere al meglio, attriti o nervosismi possono interrompere questa unione. Con le ragazze della barca della Nazionale mi sono trovata benissimo, ragazze simpatiche ed oneste.

Infine le nostre giovani atlete ringraziano tutti gli allenatori della Canottieri Arno (Nicola, Pietro, Federico, Yuri) e le famiglie per il grande supporto che ricevono quotidianamente.



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