212018Sep
Cos’è la Psicologia dello Sport?

Cos’è la Psicologia dello Sport?

UN PO’ DI STORIA…

L’ ALBA DELLA PSICOLOGIA DELLO SPORT 

Si dice che Isaac Newton abbia visto una mela cadere da un albero e si sia chiesto la causa di quel fenomeno. Tutti gli studi sulla forza di gravità sono iniziati da questa semplice osservazione.

Ecco, la psicologia dello sport è nata in un modo simile.

Già ai tempi delle Olimpiadi nell’antica Grecia era noto che una prestazione poteva essere determinata anche da qualità mentali come l’astuzia e il coraggio.

Tuttavia solo a fine 1800 lo #psicologo americano Norman Triplett, quasi come Newton davanti alla mela, si accorse che i ciclisti correvano più velocemente quando gareggiavano tra loro piuttosto che allenandosi da soli.

Da quella semplice osservazione partì un’indagine più ampia che dette il via a tutti gli studi sulla psicologia dello sport.

Ben presto gli psicologi iniziarono a collaborare con le società sportive con lo scopo di aiutare gli atleti a raggiungere i loro #obiettivi agonistici.

Il primo psicologo dello sport nel senso moderno fu Coleman Griffith, che negli anni ‘20  collaborò con la squadra di baseball dei “Chicago Cubs”. Mentre il primo Comitato Olimpico che ingaggiò un team di psicologi fu quello del Giappone, nel 1962.

PSICOLOGI DELLO SPORT ALLE OLIMPIADI.

Non è un caso che il primo paese ad essersi interessato a livello istituzionale di psicologia dello sport sia stato il Giappone. Infatti, a causa dell’eredità culturale delle arti marziali, gli orientali accettano con naturalezza quello che è il principio base della preparazione mentale, cioè che le facoltà mentali si possono allenare con appositi #esercizi e questo porta a un sensibile miglioramento della #performance.

Nel 1965 i più importanti ricercatori del mondo si incontrarono a Roma in occasione del primo convegno internazionale di psicologia dello sport e negli anni 70’ partirono i primi corsi universitari, dottorati e master.

Presso il grande pubblico la psicologia dello sport è stata conosciuta con una certa gradualità. Da questo punto di vista l’evento che ha segnato una svolta sono state le Olimpiadi di Seul del 1988, quando la maggior parte dei paesi industrializzati si avvalse dell’aiuto di preparatori mentali.

LA PSICOLOGIA DELLO SPORT OGGI. 

Arriviamo così al giorno d’oggi quando, con l’ottimizzazione dei programmi di #allenamento fisico e tecnico, l’elemento mentale si rivela sempre più spesso come l’ago della bilancia capace di decidere le sorti di una gara e aiutare un atleta a diventare un campione.

Oggi la psicologia dello sport è orientata su due principali obiettivi:

*Permettere agli atleti e alle squadre di realizzare #performance sempre migliori;

*Educare attraverso lo sport, cioè fare in modo che la pratica sportiva sia un’occasione di crescita a 360°.

Questi due grandi obiettivi si sono poi sviluppati in altre tematiche legate alla comunicazione, alla leadership, al benessere, al recupero post infortunio, al settore giovanile, alla terza età, al mondo dei disabili, fino ad arrivare ai recenti programmi di “Life coaching”, che prevedono l’allenamento di qualità psicologiche attraverso lo sport per poi trasferirle in altri campi della vita.

LE LEVE DELLA MENTE.

La psicologia dello sport si presenta quindi come una disciplina scientifica, la cui efficacia è ormai provata da decenni. Si affianca agli esercizi di preparazione fisica, tecnica e tattica e offre agli atleti tecniche e strategie per conoscere i meccanismi mentali e usarli in modo vantaggioso per i propri obiettivi e il proprio #benessere.




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