32018Dec
Presente e futuro della Psicologia dello Sport: il caso americano

Presente e futuro della Psicologia dello Sport: il caso americano

Presentiamo ai nostri lettori un nostro elaborato di un articolo dell’APA (American Psychological Association).

Recenti fatti di grande risonanza avvenuti nel mondo dello sport americano hanno acceso un crescente interesse nei confronti della psicologia dello sport  e delle sue numerose applicazioni: dal mental training agli interventi di psicologia clinica fino ai percorsi di sviluppo di abilità mentali in campi extra sportivi come il business, l’arte o il settore militare.

PSICOLOGIA E SPORT IN U.S.A.

Il primo psicologo dello sport nel senso moderno del termine fu l’americano Coleman Griffith che già negli anni ’20 fu ingaggiato come preparatore mentale dalla squadra di Baseball dei Chicago Cubs.

Questo fatto storico descrive bene la tradizionale attenzione del mondo dello sport statunitense nei confronti del mental training, cioè di quell’intervento psicologico finalizzato a aiutare gli atleti a essere più efficienti a livello mentale. Tuttavia questa è solo una parte di tutto ciò che gli psicologi dello sport possono fare. Proprio negli USA stiamo assistendo oggi a una crescente richiesta di interventi psicologici, non solo relativi al mental training ma finalizzati anche a aiutare gli sportivi a superare problemi relazionali e clinici, come depressione o problemi alimentari.

Inoltre le competenze dello psicologo dello sport sono sempre più richieste anche in settori extra sportivi come il business, la medicina, il mondo militare o perfino l’arte.

FATTI DI ATTUALITA’, TRA SPORT E PSICOLOGIA

In questi ultimi anni, l’America è stata scossa da episodi di attualità che hanno mostrato un legame tra sport e malessere psichico. Il risalto mediatico giustamente attribuito a questi fatti ha portato una sensibilizzazione generale relativa ai temi del disagio e all’importanza della psicologia. Riepiloghiamo qualcuno di questi episodi.

Il caso più noto è sicuramente quello del nuotatore Michael Phelps. L’atleta più medagliato della storia delle olimpiadi (23 ori) ha ammesso di soffrire di crisi depressive e di esser riuscito ad aprirsi e chiedere aiuto solo da pochi anni.

Nel 2016 l’ex ginnasta Rachael Denhollander è stata la prima di decine campionesse che hanno denunciato gli abusi sessuali perpetrati dall’osteopata Larry Nassar. Davanti a un caso di tale gravità è emerso agli occhi di tutti che un intervento psicologico poteva avere un importante ruolo in un’ottica di prevenzione, di indagine e di terapia.

Il giocatore di football Colin Kaepernick ha protestato contro la situazione politica americana durante l’inno nazionale, diventando d’un tratto uno degli uomini più odiati del paese e moltiplicando a dismisura la pressione psicologica già alta per un atleta del suo livello.

SOCIETA’ SPORTIVE AMERICANE E INTERVENTI PSICOLOGICI

Via via che si assisteva a una sensibilizzazione generale su questi tempi di psicologia, anche le società sportive hanno dimostrato un rinnovato interesse per l’aspetto mentale nello sport. L’attenzione si è concentrata da una parte sul campo del mental training per il miglioramento della performance; dall’altra su temi come il benessere e la salute psicologica.Vediamo alcuni provvedimenti presi dalle grandi istituzioni sportive americane.

BASKET

Michael Phelps ha mostrato al mondo che anche i super atleti sono esseri umani, esposti come tutti al rischio disagio mentale. Dopo la sua testimonianza, una tra le prime organizzazioni ad aver raccolto il messaggio è stata la National Basketball Players Association (il sindacato della famosa NBA) che ha lanciato un nuovo programma di intervento psicologico per assistere i giocatori con problemi di salute mentale.

BASEBALL

Nella Major League Baseball (MLB), negli ultimi anni si è registrato un moltiplicarsi delle risorse investite nella psicologia dello sport: addirittura nel 2018 su 30 squadre della MLB, ben 27 si sono avvalse di programmi mental training per aiutare i giocatori ad affrontare le sfide mentali del gioco.

NCAA

La National Collegiate Athletic Association è l’organizzazione sportiva universitaria più grande del mondo. Questo colosso che comprende 1200 istituti ha inquadrato la salute mentale degli studenti-atleti come una delle sue principali priorità. Nel 2016 ha pubblicato un documento ufficiale sulle migliori pratiche in materia di benessere psicologico, delineando così le linee guida che le università dovrebbero seguire per promuovere e sostenere al meglio la salute mentale dei ragazzi.

NUOVE APPLICAZIONI DELLA PSICOLOGIA NELLO SPORT

LIBERTA’ DI PAROLA

Un singolare, nuovo campo di azione per gli psicologi è stato individuato da Mitch Abrams, PsyD, uno psicologo sportivo del New Jersey. Secondo Abrams un atleta che oggi si esprime su temi politici e sociali può dividere l’opinione pubblica e finire al centro di reazioni fortissime. Per questo gli sportivi possono sperimentare particolari forme di ansia e paure legate alla semplice espressione del loro pensiero. “Gli psicologi dello sport devono stare fianco a fianco con gli atleti su questo“, dice Abrams, inquadrando così un preciso intervento di supporto e gestione stress relativo a questi casi.

AGGRESSIVITA’ E VIOLENZA

Michael Phelps ha parlato della sua depressione, ma nello sport esistono anche rischi di segno opposto. Si tratta dei problemi legati a bullismo, stereotipi di genere e pregiudizi che l’intervento dello psicologo può contribuire a prevenire e estirpare meglio di ogni altra figura.

Sempre su questo versante del problema, gli psicologi dello sport possono servire come risorse importanti anche per le vittime di aggressioni e violenze: è evidente che episodi come quello di Larry Nassar, l’ex medico della squadra nazionale USA Gymnastics, che nel corso della sua carriera ha molestato circa 250 tra ragazzine e giovani donne, devono essere prevenuti e le vittime devono essere aiutare con ogni mezzo a denunciare e a superare il trauma.

NUOVI RIFLETTORI SUL MENTAL TRAINING 

Man mano che lo sport e la psicologia finivano al centro della scena mediatica, nuovi riflettori si accendevano anche sul mental training, cioè sulle tecniche di allenamento delle abilità mentali proprie della psicologia dello sport.

Gli psicologi dello sport, in qualità di mental trainer, inquadrano le abilità mentali coinvolte in una determinata disciplina e le caratteristiche psicologiche dello sportivo. Dopodiché programmano una serie di esercizi psicologici per ottimizzare l’attività mentale dell’atleta. Tra le abilità mentali più utili agli sportivi ci sono la concentrazione, la gestione dello stress e la presa di decisione in tempi rapidi.

MENTAL TRAINING FUORI DEI CAMPI DA GIOCO

Sull’onda di questo rinnovato interesse per il mental training, la società americana ha iniziato a rendersi conto che i programmi di sviluppo di abilità mentali sono utili anche per migliorare le prestazioni in ambiti extra-sportivi. Facciamo alcuni esempi.

Da qualche anno l’esercito degli Stati Uniti ha iniziato a assumere psicologi dello sport per istruire i soldati con percorsi di mental training ricalcati proprio sui protocolli originariamente destinati allo sport.

Molti dirigenti aziendali si consultano anche con gli psicologi dello sport per performare al meglio nelle sedute dei consigli di amministrazione.

Percorsi di mental training hanno iniziato a essere richiesti anche per integrare la formazione di medici, paramedici, pompieri, poliziotti:  le applicazioni possono essere tantissime. Perfino la Juilliard School, una delle scuole di danza, recitazione e musica più importanti del mondo, ha ingaggiato psicologi dello sport per aiutare gli studenti a superare l’ansia da prestazione.

“E’ sempre più riconosciuta l’utilità della psicologia dello sport per affrontare una varietà di esigenze”, afferma Sari Fine Shepphird, PhD, uno specialista di sport e spettacolo della zona di Los Angeles “…e la domanda sta crescendo”.

IL FUTURO DELLA PSICOLOGIA DELLO SPORT

Quella crescita è una buona notizia per chi è interessato a una carriera nella psicologia dello sport. Non tutti gli psicologi dello sport troveranno lavoro con gli atleti olimpici, ma molte interessanti opportunità sono là fuori, dice Jamie Shapiro, PhD, professore associato di psicologia dello sport e delle prestazioni presso l’Università di Denver. “Per lavorare nella psicologia dello sport, spesso devi essere un tipo un po’ imprenditoriale“, dice Shapiro. “Ma le competenze che ti proponiamo durante la formazione post-laurea e post-universitaria sono applicabili a quasi tutte le aree di performance.”


FONTI:

https://www.apa.org/monitor/2018/11/cover-sports-psychologists.aspx?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=2019-trends&utm_content=1543412940&fbclid=IwAR3w4ju-pXJze9-LDons0q-trD6DcYpNCZ3piflETn9hQqtycKUz7qYR3yw

http://www.ncaa.org/sites/default/files/HS_Mental-Health-Best-Practices_20160317.pdf

http://psycnet.apa.org/record/2017-32511-001?_ga=2.264859852.27330925.1543691216-392629042.1542296728




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