62019Jan
La forza degli obiettivi: il goal setting

La forza degli obiettivi: il goal setting

GRANDI IMPRESE

Se non sai cosa vuoi non la otterrai mai” diceva un amico che giocava a baseball. E aveva ragione. In tutti i settori della vita, e soprattutto nello sport, troviamo individui che realizzano imprese eccezionali mettendo in moto la loro volontà. Tuttavia ogni successo, grande o piccolo che sia, inizia sempre da un momento preciso: la scelta dell’obiettivo.


UN’IDEA DOMINANTE

Sembra quasi che i grandi campioni siano in possesso di un segreto per fissare una mèta e tenerla sempre presente. E quando un individuo ha un’idea dominante questa diventa capace di orientare tutta la sua mente e tutte le sue energie in un’unica direzione, un po’ come il polo magnetico che tiene l’ago della bussola sempre diretto a nord.


LA FORZA DEGLI OBIETTIVI

Scegliere un obiettivo è la prima azione che permette a una persona di esprimere la sua libertà, la volontà, la grinta e in generale di dare il meglio di sé. D’altronde se ci guardiamo intorno notiamo facilmente che gli individui che nella vita hanno un obiettivo chiaro si muovono con sicurezza, sono svegli e attivi, mentre chi non lo ha appare più confuso e passivo.


Secondo le ricerche di psicologia dello sport il solo fatto di avere un obiettivo:

  • Aiuta a stare concentrati sulle cose importanti;
  • Aiuta a mettere più impegno ed energia in quel che stiamo facendo;
  • Accresce la grinta e la tenacia, cioè facilita lo sforzo prolungato nel tempo;
  • Favorisce l’apprendimento, la memoria e la capacità di problem solving.

STRATEGIE EFFICACI

Per tutti questi motivi, le ricerche di mental training applicato allo sport si sono concentrate sul mettere a punto le strategie di goal setting, cioè di pianificazione degli obiettivi, più efficaci possibili.

Abbiamo paragonato un obiettivo a una sorta di centro magnetico capace di orientare tutte le forze interiori dell’individuo verso la realizzazione, tuttavia affinché ciò avvenga  è necessario che la programmazione sia fatta secondo regole precise: si tratta di mettere in equilibrio diversi elementi.


PRESTAZIONE E RISULTATO

Queste caratteristiche decisive sono molteplici: nella fase di “goal setting” il ruolo dello psicologo dello sport consiste proprio nell’aiutare atleta e allenatore a bilanciare questi fattori.

Anzitutto dobbiamo dire che il “goal setting” risulta più efficace quando si focalizza in primis sul miglioramento della propria prestazione personale e solo in secondo luogo su un obiettivo di risultato. In altre parole per un atleta è più costruttivo pensare a dare il massimo, a migliorarsi continuamente o a superare i propri record personali piuttosto che mirare a una medaglia o a un posto sul podio.


OBIETTIVI  S.M.A.R.T.

Oltre a questo aspetto, gli studiosi americani hanno individuato altre 5 caratteristiche importanti per il goal setting e le hanno disposte secondo un simpatico acronimo: S.M.A.R.T.

In sintesi, perché un atleta possa esprimere il meglio di sé, il suo obiettivo deve essere:

  • Specifico, cioè preciso: l’atleta ha bisogno di concentrarsi su obiettivi chiari, per esempio un runner può aspirare a superare il proprio personal best;
  • Misurabile, perché la possibilità di misurare e ricordare i propri progressi aumenta la motivazione e la fiducia in se stessi: quindi il nostro corridore dovrà annotare i propri miglioramenti e tenere un diario per valutare la qualità delle proprie prestazioni;
  • Accessibile, cioè l’obiettivo deve essere abbastanza difficile da richiedere uno sforzo ma dev’essere pur sempre qualcosa di raggiungibile per l’atleta: in altre parole per dare il massimo sicuramente è necessario uscire dalla famosa “comfort zone” ma è importante anche restare entro un livello di stress tollerabile;
  • Rilevante, cioè dev’essere qualcosa che l’atleta ritiene importante;
  • Temporizzato, cioè l’obiettivo principale deve essere suddiviso in sotto-obiettivi scadenzati a breve, medio e lungo termine.

LA VERSIONE DI AGASSI

Nel suo libro “Open”, Andre Agassi, paragona il traguardo di un’intera carriera sportiva con quello della fine di un match, e scrive che è importante tener presente l’obiettivo “perché ha una forza magnetica. Quando ci sei vicino puoi sentire quella forza che ti attira e servirtene per tagliarlo. Poi Agassi prosegue dicendo che ha passato tutta la vita cercando di intercettare questa forza misteriosa.

Il grande tennista americano ha intravisto un’importante legge psicologica: quando ci focalizziamo su un obiettivo, tutta una serie di meccanismi mentali si prepara per mobilitare un surplus di energie a nostro favore. Tuttavia questi meccanismi non si attivano in modo automatico: si mettono in moto solo se gli obiettivi sono stati formulati secondo delle regole precise.

Queste regole di goal setting rappresentano delle tecniche essenziali per consentire ad un atleta di entrare nel cosiddetto “flow” cioè lo stato di coscienza che fa da base alle peak performance e al massimo benessere.

Quindi facciamo attenzione a esprimere i giusti desideri e i giusti obiettivi, teniamoli ben presenti lavorando per la loro realizzazione e metteremo in moto questa legge che è una parte basilare del segreto del successo.



Fonti:

Andre Agassi, Open, Edizioni Einaudi

Alessandro Benassai, Commento al 9° Quaderno di Archeosofia, Edizioni Associazione Archeosofica

William Walker Atkinson, Il segreto del successo, Edizioni Venexia

Autori Vari, La preparazione mentale nello sport, Edizioni Luigi Pozzi

Autori Vari, Lo psicologo dello sport nella scuola calcio, Edizioni Luigi Pozzi



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