282019Jan
Passo dopo Passo: Sport e Routine

Passo dopo Passo: Sport e Routine

IL PRE-GARA DI FEDERICA PELLEGRINI

Federica Pellegrini, in un’intervista a Marco Montemagno del settembre 2018, ha raccontato la sequenza di azioni che mette in atto prima di ogni finale:

  • Arrivo in piscina circa 2 ore prima della gara;
  • Quando manca un’ora e mezzo alla gara, inizio a fare 40 minuti di riscaldamento;
  • Quando mancano circa tre quarti d’ora all’inizio della gara metto il costume;
  • Poi il mio allenatore mi accompagna fino alla “camera di chiamata”: è la stanza dove controllano cuffie, occhialini e costume. Lì ti assegnano la corsia e sistemano gli ultimi dettagli;
  • A quel punto sei da sola con le altre sette finaliste per un quarto d’ora, poi si entra in piscina.

LA ROUTINE: COSA E’ E A COSA SERVE

In ogni performance sono presenti delle routine, cioè sequenze di azioni e gesti sempre uguali. Nello sport possiamo individuare routine relative al pre-gara, all’allenamento e ai gesti tecnici.

Per un atleta diventare consapevole delle proprie routine è un esercizio importante perché

  • automatizza i gesti abituali di una performance, che quindi vengono eseguiti con maggiore sicurezza e velocità
  • aiuta a stare focalizzati sul presente e al tempo stesso a prepararsi allo step successivo
  • regola l’attivazione delle energie fisiche e mentali su un livello ideale per la prestazione

LE ROUTINE INTEGRATE ALLE TECNICHE DI MENTAL TRAINING

I ricercatori di Psicologia dello Sport hanno perfezionato la strategia delle routine, in modo da realizzare tutte le sue potenzialità e sfruttarne al massimo l’efficacia.

La tecnica delle routine integrata al mental training prevede due fasi principali:

  • individuare i vari step della propria routine
  • associare a questi step le tecniche di preparazione mentale: self talk, visualizzazioni, respirazione ritmica, ecc.

In altre parole l’atleta si esercita a mettere in pratica le tecniche di mental training in corrispondenza a precise fasi della sua routine: in questo modo arriva a “costruire” una routine più completa, che comprende operazioni esteriori e interiori ed è finalizzata a realizzare la migliore prestazione possibile.

Per fare un esempio: la stessa Federica Pellegrini racconta che alcuni step del suo pre-gara corrispondono a precisi stati psicofisici e quindi richiedono di essere gestiti con operazioni mentali specifiche. Ad esempio il momento in cui indossa il costume è quello in cui sale la tensione, quindi richiede metodi di modulazione dello stress, mentre la sosta in “camera di chiamata” poco prima di entrare in acqua è una fase buona per concentrarsi.


ROUTINE OTTIMIZZATE E NON

Spesso gli atleti mettono a punto strategie di preparazione mentale in modo autodidatta e questo vale anche per le routine. A volte trovano soluzioni davvero brillanti, come la nazionale di rugby della Nuova Zelanda, i famosi “All blacks”, che prima di ogni gara si caricano con la danza Haka. Tuttavia altre volte gli sportivi creano routine poco funzionali, che addirittura rischiano di danneggiare la prestazione. L’esempio estremo di questa seconda casistica è quello di Roman Virastyuk, il lanciatore del peso che alle Olimpiadi di Atlanta ’96 venne squalificato per aver perso tutto il tempo a sua disposizione in rituali pre-gara. Inseriamo sotto questo articolo il link del video commentato dalla Gialappa’s Band.

Un’altra criticità è che l’atleta può inserire nelle routine elementi su cui non ha il controllo diventando di fatto schiavo di fattori esterni: è il caso di un tennista che, dopo aver vinto alcuni match col vento alle spalle, si aspettava di vincere solo in presenza di quella particolare condizione meteorologica ed entrava in ansia ogni volta che sentiva il vento in fronte.


LA COLLABORAZIONE TRA ATLETA E PSICOLOGO DELLO SPORT

Nel percorso di mental training l’atleta e lo psicologo progettano insieme le routine più efficaci, in cui le strategie mentali si adattano nel modo più razionale possibile alle diverse fasi della performance. In questo senso un ottimo esempio è la sciatrice Sofia Goggia che prima di arrivare al cancelletto, per concentrarsi, si dice una frase di self talk breve e intensa: “In questo momento sono qui!“.

Quando una routine è ben costruita, l’atleta appare attento e sicuro di sé, perché ha automatizzato i vari steps della sua prestazione e del mental training.

Così, quando gli sportivi eseguono i vari step delle loro routine (per esempio quando un karateka si lega la cintura o uno schermidore indossa la maschera) allo stesso tempo possono mettere in atto delle tecniche di psicologia dello sport che vanno a modulare la concentrazione e l’attivazione psicofisica, predisponendoli a dare il meglio di sé.



Fonti:

Roman Virastyuk: https://www.youtube.com/watch?v=GZT9yJ7v-qM

Sport e Routine: https://www.youtube.com/watch?v=YbDFnO1sxXs

Intervista a Federica Pellegrini: https://www.youtube.com/watch?v=fG0pgasxVeU

http://www.tenniscircus.com/around-the-net/intervista-a-daniel-giunti-psicologo-dello-sport/

Autori vari, Sport psychology for dummies, Edizioni Wiley

www.youtube.com/watch?v=znsKNo29qCk

https://www.ecodibergamo.it/stories/Sport/la-psicologa-bocchi-cosiho-aiutato-moioli-e-goggia_1270789_11/



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