222018Oct
Il potere dell’immaginazione

Il potere dell’immaginazione

INCREDIBILE MA VERO!

Ai tempi della guerra in Vietnam il colonnello americano George Hall venne catturato e imprigionato in un campo di concentramento vietnamita. Dopo diversi anni di reclusione, per sua fortuna fu liberato e poté tornare a casa.

I suoi vecchi amici per dargli il benvenuto organizzarono una partita a golf in quello che un tempo era il suo campo preferito. Alla fine di quella gara il risultato fu sorprendente: dopo 5 anni in prigionia il colonnello George Hall aveva finito il campo con meno tiri rispetto alla sua vecchia media.

I suoi amici gli chiesero quale fosse il segreto di una prestazione del genere e il colonnello Hall spiegò che durante il periodo di reclusione, per sopravvivere e tenere allenata la mente, ogni giorno immaginava di andare proprio in quel campo di golf a giocare le sue 18 buche.

Dopo aver trascorso anni interi allenandosi solo con l’immaginazione, George Hall aveva ripreso a giocare nel mondo reale come se non avesse mai smesso.

Sebbene questo aneddoto sembri straordinario, la tecnica di visualizzare la performance è una strategia che molti atleti scoprono spontaneamente in numerosi sport: dall’atletica alla formula uno, dalla danza alle arti marziali.

IL POTERE DELL’IMMAGINAZIONE

Ma come funziona esattamente la visualizzazione? In quali situazioni si può usare? E soprattutto quali sono le sue potenzialità?

Il potere dell’immaginazione è stato ampiamente studiato fin dai tempi antichi. Le prime ricerche scientifiche si devono al fisiologo inglese William Benjamin Carpenter (1813-1885) che nel 1852 scoprì il “principio ideomotorio”: immaginare un movimento provoca una leggera stimolazione dei muscoli coinvolti nel movimento immaginato. Molti decenni dopo gli studi di Carpenter verranno confermati dalle indagini elettromiografiche.

L’immaginazione venne studiata in modo assai brillante anche da Emile Couè (1857-1926), il farmacista francese scopritore dell’effetto placebo. Couè si occupò dell’immaginazione nell’ambito degli esperimenti sull’autosuggestione e sull’ipnosi. Secondo le sue ricerche chi coltiva un’immaginazione positiva, diventa più sano, dinamico e socievole, inoltre riesce a cogliere rapidamente le buone occasioni e raggiunge più facilmente i suoi obiettivi.

Dopo questi studi pionieristici, le ricerche sulle immagini mentali si svilupparono in campi come la medicina, la psicoterapia e la crescita personale.

Il principio alla base dell’efficacia della visualizzazione, può essere riassunto così: un’immagine mentale suscita stati emotivi e corporei della stessa “lunghezza d’onda”.

IMMAGINAZIONE E MENTAL TRAINING

E nello sport? In psicologia dello sport la visualizzazione o imagery è considerata una tecnica trasversale: si può mettere in pratica in diversi momenti (dalla definizione obiettivi alla regolazione dello stress) e porta benefici da molti punti di vista.

Sinteticamente si può dire che l’imagery ha tre grandi funzioni collegate tra loro:

1) Programmatoria: si tratta di creare un vero e proprio film mentale della situazione che poi verrà affrontata nella realtà. Lo scopo è di trovarsi pronti e reattivi per tutte le eventualità che incontreremo nel corso della performance. Ad esempio un corridore potrà immaginare il tragitto che percorrerà e le strategie di gara.

2) Allenante: è il cosiddetto “allenamento ideomotorio”, cioè la visualizzazione applicata ai gesti tecnici. questo training perfeziona l’esecuzione di azioni specifiche e le fissa nella memoria. L’allenamento ideomotorio ha inoltre una importante utilità durante la riabilitazione post infortunio: infatti allenarsi mentalmente accelera il recupero e predispone al ritorno in campo.

3) Regolatoria: l’immaginazione orienta i pensieri, lo stato emotivo e l’attivazione fisiologica. Un atleta, oltre a portare avanti la preparazione fisica, può praticare sessioni di visualizzazione relative al momento della performance in cui si vede e si sente sereno, concentrato e pieno di energie. Così facendo mette le basi perché tutto ciò si realizzi concretamente al momento giusto.

L’efficacia della visualizzazione oltre ad essere stata ampiamente dimostrata dai ricercatori di psicologia dello sport, è testimoniata da una schiera di grandi campioni, da Arnold Schwarzenegger a Jury Chechi, da Andre Agassi a Gregorio Paltrinieri. Tuttavia abbiamo iniziato col golf e terminiamo col golf.

Jack Nicklaus, uno dei più grandi golfisti di tutti i tempi, nonché autore di numerosi manuali, ha descritto bene la complessità ma anche la bellezza degli esercizi visualizzazione applicati nel mental training: “Non tiro mai un colpo senza averlo prima mentalmente ben visualizzato: prima di tutto vedo dove voglio mandare la pallina, poi vedo la traiettoria che la pallina farà, poi il suo atterraggio e infine vedo la pallina che va in quel punto. Infine ci sono io che trasformo le immagini precedenti in realtà.


Fonti:

Mental training, Alberto Cei, Edizioni Luigi Pozzi

Il metodo Couè, Emile Couè, Edizioni Mediterranee

5 mosse per vincere a golf, Armando Pintus, Sperling & Kupfer

https://www.youtube.com/watch?v=KI3WJXNhCJ8

http://www.gammaservizi.it/allenamento-ideomotorio/

https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_ideomotorio




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