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Anche la mente si allena – INTERVISTA A RICCARDO PIAZZA (Climbing)

Anche la mente si allena – INTERVISTA A RICCARDO PIAZZA (Climbing)

Sabato 2 febbraio si è svolto alla palestra “Crazy Center” di Prato l’evento “Ghisolfi, Piazza e Bombardi”.

Il torinese Stefano Ghisolfi, il modenese Marcello Bombardi e il perugino Riccardo Piazza, tre dei migliori arrampicatori sportivi italiani, hanno eseguito dimostrazioni sulle pareti del Crazy Center e hanno incontrato il popolo del climbing, una disciplina ancora poco nota al grande pubblico ma che vanta una schiera di praticanti davvero appassionati e in rapido aumento.

Specchio di questa crescita è proprio il Crazy Center: questa elegante palestra nata circa un anno fa si è rapidamente guadagnata un posto di primissimo piano nel panorama nazionale, tanto che questo 16 febbraio ha ospitato la prima prova della coppa Italia Boulder, una specialità che consiste nell’arrampicare senza imbragatura su percorsi di diversa difficoltà alti fino a 4 metri. In questo evento Stefano Ghisolfi si è confermato punta di diamante della nazionale italiana in vista delle Olimpiadi dell’anno prossimo.

Abbiamo parlato con i tre campioni delle loro strategie mentali, abbiamo quindi appreso che Stefano Ghisolfi ripone la sua forza nell’intuizione, nella fantasia e nell’improvvisazione mentre Marcello Bombardi si concentra grazie a tecniche di respirazione. Tuttavia, in onore a questo sport così giovane (nato a fine anni ’80), riportiamo per intero la nostra intervista al più giovane dei tre: il 23enne Riccardo Piazza.


Ciao Riccardo, come ti sei avvicinato al mondo dell’arrampicata?

Ho provato molti sport poi un vicino di casa amico dei miei genitori, ha aperto una palestra, ho provato a 8 anni e da lì ho conosciuto l’arrampicata.

Avevi un sogno, un obiettivo?

No, all’inizio da bambino era più per sfogarmi (ride). Dopo, piano piano ho visto che poteva dare belle soddisfazioni.

Quali sono le caratteristiche mentali richieste dal tuo sport?

Sono davvero molte… in questo sport l’importanza dell’aspetto mentale emerge in diverse occasioni, ad esempio durante una gara, quando sai dove sono gli altri rispetto a te, ci vuole molto autocontrollo ma anche fantasia per cercare le soluzioni migliori… insomma ci sono tante componenti…

Alex Honnold dice che ci vuole anche molta fiducia in se stessi…

Ah, per le cose che fa lui sicuramente: scala montagne alte 1000 metri senza protezione! Io la vivo più a livello sportivo quindi faccio più competizioni che arrampicata su roccia.

…quindi nervi calmi, sangue freddo…

Si esatto, e per una lunga durata: per tutta la gara devi cercare di stare più calmo possibile. Almeno per quanto mi riguarda, poi ci sono altri atleti che hanno altri modi per rendere di più, per dare il massimo.

Secondo te queste caratteristiche mentali si possono allenare?

Secondo me si, assolutamente: ho fatto un percorso di preparazione mentale e su di me ho visto molti miglioramenti. Ad esempio prima se i primi due blocchi andavano male già entravo in confusione, invece adesso ho imparato a riprendermi, quindi si può migliorare.

Dal punto di vista mentale quale è il tuo punto di forza?

Diciamo che è proprio l’aspetto mentale il mio punto meno forte, soprattutto in gara. E’ quello su cui devo lavorare più spesso e noto anche che dopo un periodo in cui non lo alleno è la prima cosa che perdo: se sto un periodo troppo lungo senza fare gare, alla prima competizione che affronto mi accorgo che fatico a mantenere una concentrazione alta e continua per un periodo di tempo prolungato.

Hai delle strategie mentali consapevoli?

Sì, uso molto la tecnica dell’autodialogo, il self talk, soprattutto durante le gare e vedo che su di me funziona: cerco di ripetermi frasi positive, anche se spesso mi viene da dirle negative.

L’autodialogo è una strategia adottata da molti atleti per stare più lucidi, regolare le emozioni e tenere l’attenzione sugli elementi utili alla performance…

Sì, in palestra seguo i ragazzi della giovanile e ho sperimentato questo metodo anche rapportandomi con loro: cerco di mettermi nei loro panni e vivo questa tecnica sia come istruttore che parla agli allievi sia come atleta che dialoga con se stesso, il “me istruttore” impara a dare consigli positivi al “me atleta”. Così imparo a migliorare questa tecnica con questo doppio esercizio su me stesso e sugli altri. Ad esempio certe volte in gara mi capita di fare errori banali che poi magari rivedo anche nei miei allievi quindi per me è importantissimo trovare le parole migliori per far andare tutto bene.

Del resto si impara per insegnare e si insegna per imparare…

E’ proprio così: ho imparato quasi più insegnando agli altri che scalando da solo!

Quindi trasformi le frasi negative, tipo “Non mollare” in frasi positive come “Continua!”?

Esatto, ma non è facile! Anzi, meglio dire: “Si può migliorare!”

Quali sono state le figure che ti hanno aiutato maggiormente nel tuo percorso

A livello atletico sono stato molto seguito dall’allenatore Roberto Bagnoli poi anche la mia ragazza Giulia è sempre un aiuto prezioso perché a Perugia al momento non siamo in tanti a fare questo sport. Da un punto di vista mentale abbiamo fatto un percorso con Pietro Pozza, il vecchio direttore sportivo della nazionale e abbiamo fatto un bel lavoro: sono contento.

Tu appartieni a Fiamme Oro, Esercito…

Ehm, no…

…quindi studi o lavori?

Ho aperto da poco un’azienda agricola con mio fratello, si chiama “Orto Madre” e saremo attivi da aprile: così cerco di conciliare sport e lavoro.

Prima hai detto che hai fatto un percorso di psicologia dello sport…

Sì, con Pietro Pozza, oltre a essere stato direttore sportivo della nazionale è anche psicologo dello sport: noi siamo stati le  cavie dei suoi primi esperimenti (ride): scherzi a parte, è lui che mi ha insegnato l’autodialogo e le tecniche di visualizzazione che pure sono importantissime ad esempio quando vedi un blocco per la prima volta e devi capire qual è la migliore strategia.

Quindi sei contento di questa esperienza?

Personalmente sì, da quando l’ho fatta ho visto dei miglioramenti, forse ancora è presto per dirlo ma fino adesso sono soddisfatto.



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