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Il curioso caso di Conor McGregor

Il curioso caso di Conor McGregor

Il 24 Gennaio, ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, si è disputato l’incontro di MMA tra Conor McGregor e Dustin Poirier. L’attesissimo incontro si è risolto con la sconfitta dell’irlandese per ko tecnico al secondo round.

Per McGregor si tratta della quinta sconfitta nell’arco di 15 anni.

TUTTO ERA PARTITO IN MANIERA INASPETTATA.

McGregor ci ha sempre abituati a conferenze della vigilia tutt’altro che prevedibili e tranquille, dove l’avversario di turno veniva letteralmente sommerso da una valanga di provocazioni, spacconate e insulti. Da quando McGregor è diventato una vera e propria icona, ogni suo avversario si è trovato a dover fronteggiare una pressione enorme già molto prima del match. Ma questa volta no: Conor ha spiazzato tutti.

Una conferenza stampa pacata e serena, forse un pizzico presuntuosa, ma di certo con lo stile di chi sa di non dover dimostrare nulla a nessuno.

COS’È SUCCESSO A CONOR MCGREGOR?

Qualcuno ha ipotizzato che questo cambiamento sia legato a questioni familiari. Infatti suo figlio maggiore, Conor Jack Junior, nato nel 2017, inizia ad avere un’età in cui può comprendere i comportamenti del padre, quindi è probabile che Conor voglia mettere la testa a posto per essere un buon esempio per il bambino.

Qualcun altro si è spinto oltre, avanzando una spiegazione di tipo psicologico: e se a mancargli fossero le motivazioni?

Va detto la vita a McGregor non ha regalato nulla: nato poverissimo in una famiglia operaia della periferia dublinese, ha raggiunto il professionismo solo grazie alla sua incredibile volontà di migliorare e vincere. Il suo temperamento assolutamente sopra le righe (unito a ottime strategie di marketing) lo ha portato a raggiungere fama e ricchezza, fino a diventare una vera e propria star.

E se fosse proprio questo il problema?

LA MOTIVAZIONE

La “motivazione” si può definire come “ciò che ci spinge a fare qualcosa”.

I ricercatori di psicologia hanno classificato la motivazione in motivazione intrinseca e motivazione estrinseca.

Noi seguiamo una motivazione intrinseca, quando facciamo qualcosa per il gusto di farla. Invece quando facciamo qualcosa per un secondo fine, allora si dice che stiamo seguendo una motivazione estrinseca.

Per fare un esempio: un atleta che pratica il suo sport perché ama farlo è mosso da una motivazione intrinseca; mentre un atleta che invece lo fa per soldi è spinto da una motivazione estrinseca.

Esistono moltissimi studi scientifici che provano l’enorme forza della motivazione intrinseca a scapito di quella estrinseca. In altre parole: siamo più motivati e felici quando facciamo qualcosa che ci piace, anche senza guadagnare un soldo, rispetto a quando facciamo qualcosa che NON ci piace, tipo un lavoro che non amiamo, seppur dietro compenso.

LA SITUAZIONE DI CONOR SI INQUADRA BENE IN QUESTA DINAMICA…

Partito da una condizione di estremo disagio, Conor ha raggiunto l’apice della tecnica, ha imparato a distruggere gli avversari sia psicologicamente che fisicamente, ha macinato record su record ed è diventato uno degli sportivi più famosi e ricchi del mondo…E ora? Cosa può avere di più?

È possibile che il lottatore, più o meno consapevolmente, abbia fatto queste riflessioni e si sia ritrovato in una impasse. Le motivazioni che gli hanno spianato la strada (affermarsi, diventare il migliore, assicurare il benessere per se e la famiglia) appaiono esaurite e per tornare a sentire l’energia che lo caratterizzava un tempo, deve trovare nuovi obiettivi da realizzare, nuovi obiettivi in cui credere.

LA PROSSIMA TAPPA

Situazioni come questa non sono così rare nell’ambito sportivo e costituiscono sicuramente un ambito in cui la psicologia dello sport può dimostrare tutta la sua utilità. Infatti la chiave per superare questi momenti riguarda aspetti come le idee, le emozioni e i valori.

Alcuni atleti riescono a maturare in modo autonomo, altri hanno bisogno di un aiuto esterno. Uno psicologo dello sport può aiutare a trovare nuovi stimoli, a riformulare gli obiettivi e a concentrarsi su sé stessi.

Se vuole andare avanti nelle MMA, è proprio questo che dovrà fare Conor, in un modo o nell’altro. I bivio a cui si trova davanti è proprio questo: Trovare nuovi stimoli, oppure fermarsi e godersi i guadagni milionari?


Articolo a cura del Dott. Davide Bellini, Psicologo





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