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Moto GP 2019: Danilo Petrucci è l’eroe del Mugello

Moto GP 2019: Danilo Petrucci è l’eroe del Mugello

PRIMO PODIO IN CASA!

Non ci poteva essere occasione migliore per Danilo Petrucci per ottenere la prima vittoria della propria carriera in MotoGP. Il pilota di Terni si prende gli applausi di tutto il Mugello, nel giro d’onore da vincitore del GP d’Italia.

Salire sul gradino più alto del podio per la prima volta nel Gran Premio di casa è meraviglioso. Una vittoria così emozionante che è impossibile trattenere le lacrime dopo la bandiera a scacchi. Il sorpasso decisivo è stato una manovra calibrata alla perfezione, che lo colloca – senza più alcun dubbio – tra i migliori piloti in griglia.

Sulla pista del Mugello, Petrux ha conquistato la vittoria passando all’ultimo giro Marc Marquez che gareggiava con una Honda costruita intorno a lui e il compagno di Ducati Andrea Dovizioso, rispettivamente secondo e terzo sul podio, in una grande lotta a tre.

Un bel modo, per la casa di Borgo Panigale, di festeggiare il GP d’Italia, nel giorno, tra l’altro, della Festa della Repubblica Italiana.

Week end da dimenticare invece per Valentino Rossi, incoronato “Re del Mugello”, per le sue vittorie su questo circuito dal 2002 al 2008, che partito diciottesimo, mentre cercava di risalire è andato prima lungo e poi, ultimo, è caduto.

Per un’Italia che sorride con le Ducati, ce n’è un’altra che non può dirsi soddisfatta. Sono diversi infatti i piloti tricolore che hanno dovuto chiudere prematuramente il proprio weekend al Mugello. Come Franco Morbidelli, caduto dopo un ottimo sabato di qualifiche. O Francesco Bagnaia, che finisce nella ghiaia dopo una buona gara.

COSA CI HANNO DETTO A CALDO I PILOTI DI CASA DUCATI

Leggiamo le parole a caldo degli strenui Ducatisti, protagonisti di questa entusiasmante battaglia.

“Alla fine me l’ero preparata bene in testa fino all’ultimo: ma Danilo è entrato molto aggressivo. Peccato per i punti persi, contento per Petrucci: è uno con le palle, e se lo merita. Siamo due persone intelligenti, continueremo a lavorare insieme: non siamo come altri“, dichiara Dovizioso amareggiato.

E’ stato incredibile. Quando sono andato in testa mi sono detto: io continuo, come se non ci fosse nessuno. Poi ho pensato di attaccare a 7 giri dalla fine, poi 5, quindi 3, alla fine all’ultimo: loro alla San Donato mi prendevano la scia e riuscivano a passarmi, ma all’ultimo mi hanno lasciato un po’ di spazio e sono entrato. Mi spiace per Andrea, ma io oggi volevo vincere. Per un pilota italiano vincere al Mugello è il sogno della vita: nel 2017 avevo fatto 3°, e già mi sembrava impossibile. Mi spiace per Andrea, che da questo inverno mi ha adottato come un fratello: per quello che è il suo obiettivo ha perso dei punti, ma era una grande occasione per me, mi hanno preso per vincere almeno una gara e ci sono riuscito, adesso penserò a vincere il mondiale con Andrea” rilascia in intervista un Petrucci euforico.

DOVIZIOSO SA CHE LA MENTE NON MENTE

Andrea Dovizioso non è il tipico caso di super talento che ha vinto tutto subito, ma è un bravissimo pilota che piano piano si è costruito e migliorato sempre di più fino ad arrivare in testa al mondiale. Si è sudato questa posizione e ci è arrivato allenandosi fisicamente e mentalmente, come ha dichiarato.

Ogni psicologo dello sport sa che allenare la mente è importante e utile per l’atleta, se così non fosse cambierebbe lavoro.

Il punto è che gli atleti e gli allenatori si dovrebbero rendere conto per primi che serve anche allenare la mente. Noi psicologi non serviamo solo per aggiustare qualcosa che non funziona, per far sparire l’ansia pre-gara, ma lavoriamo anche sul potenziamento della performance. Anzi, a dirla tutta, lavorare sul potenziamento è molto più stimolante e previene eventuali falle rispetto all’aggiustare di rincorsa le cose che non vanno.
Ebbene il lavoro con l’atleta di alto livello si concentra proprio sul potenziamento della performance, sullo sviluppare e potenziare le caratteristiche che l’atleta già possiede e sul migliorare i suoi punti di debolezza.

QUALI SONO LE CAPACITA’ MENTALI DA ALLENARE NEL MOTOCICLISMO?

In sport come il motociclismo si può lavorare molto sulla concentrazione. Bisogna essere in grado di gestirla a proprio favore riconoscendo, ad esempio, i segnali che indicano un calo, per poterla poi recuperare velocemente. In sella alla moto, dove la velocità è fondamentale, non ci si può permettere di lasciare andare i pensieri, perché una distrazione può essere fatale.

Altro aspetto fondamentale è la gestione delle emozioni. Un pilota calmo sarà più lucido e si stancherà di meno, il che si traduce nel riuscire a prendere le giuste decisioni nel momento opportuno, ad esempio quando superare l’avversario, quanto si può ancora tirare o riconoscere quando la moto non ne ha più.

Basta pensare a cosa succede quando si è molto stanchi o in ansia, si fa molta fatica a fare ogni cosa e a mantenere la concentrazione, ma per riuscire a fare le cose bene va ricercato il flow che è esattamente l’opposto dell’ansia. Il flow può essere spiegato come quello stato in cui tutto va come deve andare, in modo così naturale che sembra essere quasi automatico. Ma non si trova al supermercato o in farmacia, è uno stato che si raggiunge con l’allenamento sia fisico che soprattutto mentale.

Dalle parole dell’eroe di questo Mugello 2019 emerge un altro aspetto fondamentale, che è quello del self-talk, ovvero ciò che mi dico prima, durante o dopo una gara.

Sappiamo bene quanto i pensieri influenzino l’azione, pertanto saperli ordinare, controllare e ancor più saper sfoderare quelli giusti nel momento giusto, diventa cruciale per la buona riuscita della prestazione ed è infatti una capacità da allenare in un percorso di mental-training.

Infine si aggiunge anche un lavoro sul decision-making, ossia sul prendere le decisioni in tempi molto brevi accompagnato dal controllo del proprio livello di attivazione.

Sono attimi quelli che rendono una gara un’impresa, una delusione o una tragedia per un pilota.

Risulta evidente quanto incisivo e determinante possa essere l’intervento dello psicologo dello sport in una disciplina ad alto contenuto di rischio e adrenalina come quella del motociclismo.

L’importante nello sport è avere margini di miglioramento, per cui tranquilli che c’è sempre qualcosa su cui allenarsi e su cui migliorare. Se non a livello fisico, tecnico o tattico, l’aspetto mentale non ha confini!


Stefania Cicali



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