32019Jun
Il metodo Couè: l’Autosuggestione Terapeutica

Il metodo Couè: l’Autosuggestione Terapeutica

TRUE

Mike Tyson, nella sua autobiografia “True”, racconta che il suo allenatore Cus D’Amato, per trasmettergli ambizione e grinta, adottava i principi del “metodo Couè”. A giudicare dai risultati ottenuti con Tyson si direbbe che questo sistema funziona. Ma cos’è esattamente il metodo Couè? Per spiegarlo per bene partiamo dalla storia del suo ideatore…

UN FARMACISTA SIMPATICO

Alla fine del 1800 la farmacia di Troyes, in Francia, era gestita da un simpatico signore di nome Emile Couè. Dotato di un eccezionale buonumore, quando consegnava le medicine ai suoi clienti era solito parlare con entusiasmo dei miglioramenti che avrebbero riscontrato.

I farmaci preparati dal dottor Couè divennero famosi per i loro benefici e gli affari andavano bene. Tuttavia dopo qualche tempo il nostro farmacista iniziò a sospettare che l’efficacia delle sue medicine in qualche modo dipendesse anche dalle parole che diceva mentre le consegnava. Così provò a somministrare ai suoi clienti delle semplici pillole di zucchero, descrivendole come medicine di sicuro effetto: i malati registrarono ugualmente un certo margine di miglioramento.

LA SCUOLA DELL’IPNOSI

Il farmacista di Troyes iniziò quindi a viaggiare per capire meglio quello strano fenomeno, che oggi è noto come “effetto placebo”. Le sue ricerche lo portarono a Nancy dove si trovava una clinica psicologica basata sull’ipnosi. Questo centro rappresentava un momento di grande svolta nella storia della psicologia: sarà lì che nascerà il termine “psicoterapia” e tra i suoi studenti troveremo anche Sigmund Freud (che dalla tecnica ipnotica prenderà proprio il famoso lettino).

IL POTERE DELL’IMMAGINAZIONE

Con la formazione ricevuta a Nancy, Couè poté mettere a punto un sistema di cura originale.

Il principio fondamentale del metodo Couè è che nella psiche di ognuno esistono dei meccanismi inconsci che hanno un importante ruolo sulla salute, sul benessere e sull’efficienza mentale.

L’io cosciente non può controllare questi meccanismi in modo diretto, usando la volontà, ma può farlo in modo indiretto, grazie all’immaginazione. Per questi motivi una persona che coltiva un’immaginazione ottimista e dice a se stesso parole positive migliora il suo umore e diventa più sano, equilibrato e socievole. Questi stessi principi, trasformati in tecnica di comunicazione, potevano essere usati con successo per trasmettere fiducia e incoraggiare gli altri.

IL METODO COUÈ

I terapeuti di Nancy per le loro cure immergevano i malati nel sonno ipnotico e poi imponevano suggestioni per superare il disagio. Ecco, Couè scoprì che si potevano ottenere ottimi risultati anche senza il sonno ipnotico e mise a punto una tecnica universale, incentrata sull’autosuggestione cosciente: <<Ogni mattina prima di alzarvi da letto e ogni sera prima di addormentarvi, chiudete gli occhi e ripetete per 20 volte la frase: “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, vado di bene in meglio” >>.

SUCCESSI

Couè espose le sue idee in un libriccino dal titolo “Il dominio di sé stessi: l’autosuggestione cosciente”. A differenza di altri big della psicologia, Couè usava un linguaggio semplicissimo, capace di arrivare a chiunque, affermando che i veri chiarimenti sarebbero venuti dalla sperimentazione pratica

Nel 1910 Couè  e sua moglie aprirono a Nancy una clinica che arrivò a curare migliaia di persone ogni anno. I disturbi trattati erano i più vari: dagli esaurimenti nervosi all’asma, dalla depressione all’ulcera, dalle balbuzie al diabete. Il metodo dimostrò la sua efficacia nel 93% dei casi presi in carico da Couè, con un 7% di insuccessi fu da lui attribuito allo scetticismo del cliente.

IN AMERICA

Emile Couè morì nel 1926: la mancanza di eredi e i dubbi del mondo medico misero in ombra le sue ricerche. Se a quei tempi gli scienziati erano certi che “il pensiero non uccide i microbi”, le idee di Couè affermavano che le parole e le immagini mentali entro certi limiti potevano modificare tutte le funzioni dell’organismo. Cinquanta anni dopo le ricerche sulla psicosomatica gli daranno ragione.

Dimenticato in Europa, il libro di Emile Couè si diffuse molto negli USA, dove ispirò i pionieri della crescita personale. Fu così che arrivò tra le mani di Cus D’Amato, che ne adattò le tecniche in chiave di psicologia dello sport. …Chissà se il simpatico dottor Couè aveva mai pensato a questa applicazione del suo metodo?



Giacomo Boganini




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