262019Jul
Fede certa nell’infinita Pellegrini

Fede certa nell’infinita Pellegrini

La Pellegrini dei 200 stile libero è ancora medaglia d’oro come nel 2009, nel 2011 e nel 2017: ha realizzato un poker sensazionale, da giocatrice inesauribile quale è, per non parlare dell’ottavo podio consecutivo nella stessa distanza.

Raccogliendo le sue parole, ci offre molti spunti su cui riflettere:

“Stanotte avrò rivisto la mia gara 40 volte. Non mi era mai successo, ma mi sono proprio piaciuta e sono strafelice che tra i commenti ricevuti sui social ci sia anche quello di Michael Phelps”, racconta la ‘Divina’. “Alla premiazione eravamo tre generazioni a confronto. Io degli anni ottanta, Sjoestrom dei novanta e Titmus del 2000. Mi ha detto che quando partecipavo alle Olimpiadi di Atene aveva tre anni“, rivela ancora Federica Pellegrini. Le motivazioni per restare sempre in alto le trovi dentro di te ponendoti degli obiettivi che sicuramente cambiano nel corso degli anni. Il prossimo è cercare di avere una famiglia bella come quella che ho tra un paio di anni, ma il più imminente è tornare a casa dalla mia Vanessa”, dice ancora riferendosi al suo cane. Per l’olimpionica, la vittoria di ieri ha un sapore speciale: “E’ stata la finale più veloce della storia con un livello medio mai così alto. Non ci siamo posti obiettivi cronometrici per la prossima stagione. Quello che avevo è arrivato con un anno di anticipo. Questa medaglia la metto tra le mie prime”.


L’abilità che cita Federica di “rivedere la gara” è quella che anche prima di manifestazioni importanti, può aiutare a prepararsi al meglio, si tratta della visualizzazione.

Spesso gli atleti esperti sviluppano questa capacità in modo autodidatta: come avviene per molte altre tecniche di psicologia dello sport, se l’atleta ha buone capacità introspettive, riesce a metterla in pratica in modo proficuo, altrimenti corre il rischio di un uso quasi superstizioso oppure completamente inadatto. La visualizzazione o imagery se usata in modo ottimale e inserita in un percorso di mental training, rivela tutta la sue efficacia nella regolazione dell’attivazione, dello stress, nell’apprendimento e nel miglioramento dei gesti tecnici, nell’evocazione di stati emotivi e mentali utili alla prestazione. E siamo certi che Federica usa l’imagery nel modo migliore anche perché è seguita dal suo storico preparatore mentale Daniele Popolizio.


Federica inoltre parla di “motivazioni”, ed è lampante questa sua volizione pazzesca che mirando a traguardi sempre all’apice del movimento mondiale, le ha dato la forza per scrive la storia, con una  carriera d’eccellenza e come nessuna mai prima d’ora, estremamente lunga nel suo sport.

Anche lei ha avuto alti e bassi come è normale che sia in 16 anni di top level, ma ha saputo trarre dalla sconfitte e dagli infortuni grandi energie per rimettersi in gioco e realizzare imprese impensabili.

Un’ altra caratteristica che anche occhi inesperti avranno notato è la sua gestualità pre-gara: ha una routine che mette in scena sempre prima di salire sul blocchetto di partenza, che evidentemente è l’ultima ciliegina che l’aiuta nei miracoli che compie.

Si è data di anno in anno obiettivi stimolanti che le hanno conferito totale sicurezza nei suoi

mezzi, al punto da saper sostenere forti pressioni, ma come tutti l’ansia pre-gara non le manca: “oggi me la sono fatta sotto come e più delle altre volte” ha raccontato dopo la premiazione a Gwangju, “forse questa tensione snervante sarà l’unica cosa che non mi mancherà, ma la sa ammaestrare come una domatrice di leoni e sfruttare per osare imprese memorabili.


Stefania Cicali




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