132020Jan
Le 5 domande più frequenti su psicologia e sport

Le 5 domande più frequenti su psicologia e sport

Cosa può dirci la psicologia a riguardo di sport, atleti e fan sfegatati?

C’è una quantità sorprendentemente grande di ricerche sulla psicologia dello sport, ecco a voi le 5 domande che più frequentemente vengono cercate sulla psicologia dello sport.


Perché i fan impazziscono per le loro squadre del cuore?

Gli appassionati di sport possono perdere il controllo durante un incontro sportivo, pensiamo a tutti gli scontri prima, dopo o durante le partite di calcio europee e alle tante risse tra i tifosi di casa e i visitatori negli impianti sportivi degli Stati Uniti.

Perché gli appassionati di sport possono andare così fuori di testa? Decenni di ricerca psicologica hanno chiaramente dimostrato il fenomeno definito in-group / out-group bias, ovvero una distorsione nella percezione delle differenze tra chi appartiene al proprio gruppo e chi no. Ci identifichiamo con la nostra squadra e i fan della nostra squadra (in-group) e arriviamo a disprezzare l’altra squadra i loro fan (out-group). Questo è il cuore della rivalità sportiva: ci crogioliamo nella gloria riflessa quando la nostra squadra vince e la ricerca ha dimostrato che l’autostima dei fan aumenta con le vittorie e diminuisce con la sconfitta.


E’ vero che gli atleti si sentono soffocare sotto pressione?

Molti sportivi raccontano che nei momenti decisivi di un match avvertono una sorta di sensazione di soffocamento (in gergo tecnico chocking), dopodiché iniziano a fare una serie di sbagli.

Di che si tratta? E’ qualcosa di fisico o mentale? La ricerca dello psicologo Roy Baumeister, e di vari altri, suggerisce che gli atleti possono davvero provare una sorta di “soffocamento”  nei momenti critici. Infatti quando siamo sotto pressione i meccanismi psicofisici che regolano la respirazione possono, diciamo così, andare in tilt. In questi casi l’atleta prova difficoltà respiratorie, malessere e in definitiva il risultato è una prestazione scadente.


Cos’è la trance agonistica?

Durante alcune gare un atleta o una squadra sembrano giocare una gara magica: va tutto bene, apparentemente senza sforzo. Alla fine ci può essere una vittoria o una sconfitta ma gli atleti esprimono una prestazione eccezionale. In questi casi gli sportivi appaiono estremamente concentrati, tanto che ignorano tutto ciò che è estraneo al gioco e sembrano, appunto, in trance.

Questo stato di “trance agonistica”, detto anche “flow” o “the zone”, può nascere nella mente e nel corpo degli atleti quando si verifica una serie di condizioni. Le principali sono: 1) l’atleta ha chiaro il suo obiettivo; 2) l’atleta sente che quello che sta facendo è “difficile ma possibile”; 3) l’atleta è determinato, ama quello che sta facendo e ne percepisce l’importanza; 4) l’atleta è concentrato sul “qui e ora” e quindi è consapevole di come sta andando la sua gara.


E’ vero che giocare in casa porta porta un vantaggio?

Ricerche recenti hanno fatto luce su questa domanda. Sembra davvero che ci sia un piccolo vantaggio sul campo di casa.

Quali sono le ragioni psicologiche? In primo luogo è il noto costrutto psicologico di facilitazione sociale: le persone tendono ad esibirsi meglio quando c’è un pubblico di supporto. Un altro motivo di vantaggio sul campo di casa potrebbe essere il “officiating bias”, con gli arbitri che favoriscono la squadra di casa (spinti dagli incitamenti della folla). Inoltre, la familiarità con il campo / stadio di casa e l’affaticamento del viaggio da parte della squadra ospite, probabilmente giocano un ruolo.


Perché ci piace guardare lo sport più in gruppo che da soli?

Guardare sport in gruppo, specialmente con sostenitori della nostra stessa squadra, migliora la solidarietà che proviamo; ci fa sentire meglio, che si vinca o si perda. Inoltre, il contagio emotivo dato dalla folla, lo rende un’esperienza più intensa. Quindi, guardare lo sport in gruppo porta a sentimenti emotivi più forti e memorabili, positivi quando la nostra squadra vince, negativi quando la nostra squadra perde.


Fonte: https://www.psychologytoday.com/us/blog/cutting-edge-leadership/201502/top-5-questions-about-psychology-and-sports



Lascia un commento

La tua mail non sarà pubblicata. Compilare i seguenti campi obbligatori: *


+ 9 = 17