32019Dec
La definizione degli obiettivi nello sport (e non solo)

La definizione degli obiettivi nello sport (e non solo)

STRATEGIE CHE FUNZIONANO

In ogni settore della vita la definizione degli obiettivi rappresenta il primo capitolo di ogni realizzazione. Infatti questa fase assegna una direzione e un ritmo a tutto quel che verrà dopo. Per questo motivo tante ricerche di psicologia dello sport sono finalizzate a individuare le migliori strategie per stabilire gli obiettivi.

Nel mental training la definizione degli obiettivi o “goal-setting” è un esercizio con una struttura ben precisa: consiste nel trovare un momento di lucidità, riflettere e scrivere i propri obiettivi e come raggiungerli.

Gli obiettivi hanno lo scopo principale di motivare l’atleta e guidarlo nel suo percorso sportivo. Per questo il primo passo per un goal setting efficace consiste nell’aiutare l’atleta a fare chiarezza, a scegliere la direzione che per lui è davvero importante percorrere. In seguito si procede con la creazione sistematica di obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Un goal-setting ben ottimizzato porta vantaggi da tutti i punti di vista: rafforza la motivazione, aiuta a concentrarsi, regola lo stress e accresce la fiducia in se stessi.

Vediamo ora alcune regole per ottenere la massima efficacia dalla scelta degli obiettivi.


OBIETTIVI “S.P.O.R.T.

Gli americani amano sintetizzare i concetti in modo brillante quindi hanno pensato a una simpatica sigla che raggruppa le qualità di un obiettivo motivante: S.P.O.R.T. Analizziamo queste caratteristiche

S = Specifico. Obiettivi generici come “fare bene in questa stagione” non danno grosse istruzioni. Invece un obiettivo specifico, come ad esempio “migliorare la mia percentuale di primo servizio“, indica con maggiore chiarezza cosa c’è da fare. Gli obiettivi devono quindi guidare l’atleta a compiere azioni specifiche in modo da permettergli di esercitarsi con uno scopo preciso.

P = Positivo. E’ importante formulare un obiettivo in termini positivi, in altre parole è meglio dire “Voglio essere più rilassato” al posto di dire “Voglio essere meno teso“. Ormai un’infinità di studi testimonia che il nostro corpo e la nostra mente si attivano in modo ottimale quando partiamo con l’idea di realizzare il successo, anziché evitare il fallimento.

O = Osservabile. Se il mio obiettivo ha dei parametri osservabili e misurabili potrò prendere coscienza dei progressi che faccio e degli effetti delle mie azioni. Questa consapevolezza è qualcosa di fondamentale: aumenta la fiducia in se stessi e  permette di auto-correggersi. Quindi un obiettivo come “Voglio migliorare la percentuale di realizzazione di un tiro sul campo dal 50% al 60%” oppure “Voglio correre i 100 metri in 11 secondi” consentirà di avere dei feedback indispensabili per migliorare.

R = Raggiungibile. Per mettere in gioco le nostre forze è bene scegliere obiettivi ambiziosi. Tuttavia è anche importante che questi obiettivi siano alla nostra portata, cioè che siano raggiungibili. Infatti una meta che appare difficile stimola il nostro impegno ma l’idea che sia raggiungibile aumenta la motivazione (perchè crea un’aspettativa di successo). In sintesi si può dire che diamo il meglio di noi quando sentiamo di avere il 50% delle possibilità di farcela.

T = Temporizzato. In un goal setting ottimale un “macro-obiettivo” viene suddiviso in “micro-obiettivi” scadenzati a breve, medio e lungo termine. In questa fase del goal setting è bene procedere secondo la “tecnica del gambero“, cioè partire con la definizione dell’obiettivo principale (ad esempio stabilire un record personale) e da lì identificare la sequenza degli step necessari per raggiungerlo. Il goal setting dovrebbe quindi apparire come una scalinata con l’obiettivo principale in cima e una serie di obiettivi più piccoli via via che si scende, fino ad arrivare alla situazione presente. Questi piccoli sforzi concatenati daranno il ritmo all’azione e ci aiuteranno a essere mentalmente presenti perchè dopo aver completato uno step, sapremo esattamente cosa fare dopo.

 

OBIETTIVI DI RISULTATO, DI PRESTAZIONE E DI PROCESSO

Un altro modo per organizzare gli obiettivi è suddividerli in obiettivi di risultato, di prestazione e di processo.

L’ obiettivo di risultato riguarda il risultato “pubblico” ad esempio: vincere un campionato oppure arrivare al podio.

L’obiettivo di prestazione consiste nel migliorare la qualità della nostra performance indipendentemente dagli altri ma confrontandoci con noi stessi. Per esempio: un tennista può puntare a migliorare l’efficacia del proprio servizio.

Infine le azioni concrete per realizzare l’obiettivo di prestazione costituiscono l’obiettivo di processo: ad esempio allenarsi un’ora in più ogni settimana per sviluppare la precisione dei colpi.

Nell’esercizio del goal setting si parte dagli obiettivi di processo, sopra questi si costruiscono gli obiettivi di prestazione e alla fine si stabilisce l’obiettivo di risultato.


ALLENARE L’ABILITA’ DI GOAL-SETTING

La definizione degli obiettivi deve essere ripetuta ciclicamente: almeno una volta ogni 3 mesi. Questa precauzione è necessaria per almeno due motivi: anzitutto perchè la capacità di goal setting si impara con l’esercizio; e in secondo luogo perchè per un atleta è fondamentale riaffermare periodicamente le proprie decisioni. 

In un percorso di mental training all’inizio l’atleta esegue il goal setting sotto la guida dello psicologo dello sport, in seguito sempre più in autonomia. E’ un esercizio di cui è bene diventare padroni perchè definire bene il proprio obiettivo è il primo passo per realizzarlo.




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